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2月19日 1977Ho appena finito di leggere "1977: L'ultima foto di famiglia" di Lucia Annunziata. Che cazzo te leggi?
Sì sì so già che questo è quello che starete pensando tutti voi...in fondo se l'Annunziata scrive come parla c'è da annoiarsi di sicuro. Sempre seria, con quel mascellone da mastino napoletano e quell'occhio storto fa proprio ribrezzo. Una cosa è certa: farà pure schifo ma ha scritto un gran libro, una bella cronaca di quei giorni all'università di 30 anni fa, iniziati proprio il 17 Gennaio alla Sapienza con la cacciata del leader della CGIL Lama (Lama non l'ama nessuno) dall'università assieme a tutto il servizio d'ordine del PCI e degli operai della CGIL. "Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn, capelli corti generale ci parlò all'università dei fratelli tute blu che seppellirono le asce...ma non fumammo con lui non era venuto in pace" ricordava così De Andrè quel giorno.
La cosa buffa è che a cacciare Lama non furono i fascisti del MSI...ma gli autonomi e tutto il movimento studentesco (da Lotta continua agli indiani metropolitani). Il libro è interessante perchè oltre a descrivere straordinariamente episodi di violenza reale, ripercorre lo strappo tra Movimento e Pci e a loro volta tra Movimento e movimento (Autonomi contro Lc, femministe, indiani ecc...). Vi riporto ora un pezzo del libro:
"Fiatone, sirene lontane, pioggia, il rumore ritmico di tanti piedi sul selciato romano. Più che camminare siamo spinti in avanti, ma il punto da cui nasce questa spinta non è chiaro. D'impeto sbuchiamo a Piazza del Popolo. Vuota, lucida d'acqua, senza una macchina, mai vista prima. A metà la massa scura della polizia, scudi trasparenti, la prima fila è in ginocchio, con i fucili puntati. Istanti. Il corteo non sa cosa ci sia davanti e continua a premere. Lo spazio diminuisce. Un urlo rompe le esitazioni:"Cossiga prenditelo in culo" e le fiamme di una molotov fanno alzare il primo muro di fuoco contro i fucili dei celerini". 2月16日 Noi che gli anni '80...2月14日 ValentinoOh! Valentino vestito di nuovo,
come le brocche dei biancospini! Solo, ai piedini provati dal rovo porti la pelle de' tuoi piedini; porti le scarpe che mamma ti fece, che non mutasti mai da quel dì, che non costarono un picciolo: in vece costa il vestito che ti cucì. Costa; ché mamma già tutto ci spese quel tintinnante salvadanaio: ora esso è vuoto; e cantò più d'un mese per riempirlo, tutto il pollaio. Pensa, a gennaio, che il fuoco del ciocco non ti bastava, tremavi, ahimè!, e le galline cantavano, Un cocco! ecco ecco un cocco un cocco per te! Poi, le galline chiocciarono, e venne marzo, e tu, magro contadinello, restasti a mezzo, così con le penne, ma nudi i piedi, come un uccello: come l'uccello venuto dal mare, che tra il ciliegio salta, e non sa ch'oltre il beccare, il cantare, l'amare, ci sia qualch'altra felicità. Giovanni Pascoli
(Canti di Castelvecchio) Festa Maltese 2 FebbraioSarà di nuovo festa al Maltese...
dopo l'enorme successo della scorsa tutti i drughi, le modette, gli sbandati, i parioli, gli alcolizzati cronici, i randagi, i senza casa, i ragazzi e le ragazze della Roma bene, sono invitati a trascorrere insieme un'altra serata da urlo al nostro pub...chi manca ha sempre torto!!! |
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