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日志


1月8日

7 Gennaio 1978

"Mentre siamo in riunione arriva la notizia che nella sede di Acca Larenzia i compagni hanno sparato di nuovo.
Quella sera del 7 Gennaio, presi dalla rabbia per la morte di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, i ragazzi iniziano gli slogan di protesta contro carabinieri e celere, che sono lì davanti alla sezione per prevenire incidenti. Quella loro presenza di controllo è inaccettabile. Il tono delle grida aumenta e dalla parte dei carabinieri iniziano a sparare lacrimogeni. La distanza tra noi missini e i carabinieri è minima e non si capisce perchè ci sparino addosso. Indietreggio.
Mi giro e vedo a terra quel ragazzo biondo con cui stavo parlando poco prima. E' Stefano Recchioni e torno indietro per aiutarlo a rialzarsi. Gli metto una mano dietro la testa per sollevargliela e gli occhi azzurri gli roteano all'indietro. Sulla mano ho una strana sensazione di caldo: provo a tirarlo su, ma quando la macchia di sangue si allarga sui miei jeans, capisco che non è stato colpito da un lacrimogeno, ma da un proiettile alla nuca. Da una parte i carabinieri, dall'altra chi ha cercato riparo verso la sezione e si aspetta un'altra carica. Sulla strada è rimasto il corpo di Stefano, che continuo a tenere tra le braccia. Non darà più segni di vita e il mio grido di aiuto non basterà a fermare quel sangue e a salvargli la vita. Non verso nessuna lacrima, ma niente da quel momento sarà più come prima..."
 
Francesca Mambro
1月2日

L'unico vero rivoluzionario

"Gesù Cristo si vede a Betlemme, si conosce a Nazareth, si ammira sul Tabor, è creduto sul Golgota, si ama attraverso il Vangelo. E' l'unico vero rivoluzionario, che della sua croce fece leva e bandiera per sollevare il mondo agli splendori della fede divina. Io lo vedo come asse della storia, ed i secoli fluirgli intorno. Gli uomini si appoggiano alla croce, e guardano i suoi occhi che rischiarano le vie dell'eternità".
(B. Mussolini)

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo di strade
 
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
 
Lasciatemi così
come una cosa
posata
in un angolo
e dimenticata
 
Quì non si sente
altro
che il caldo buono
 
Sto con le quattro
capriole
del fumo
del focolare.
                 
                  (G. Ungaretti)
 
 
12月17日

17 anni tutta la vita...

 

17enne rapina 5 banche in un mese

Arrestato a Milano, bottino 50mila euro

E' stato arrestato dalla squadra anticrimine della Questura di Milano, e ora si trova in carcere all'istituto Beccaria, un ragazzo di 17 anni accusato di aver commesso in un solo mese, ben cinque rapine in banca. Bottino dei colpi, 50 mila euro: si indaga su come il ragazzo abbia speso i soldi. Il giovane, noto alle forze dell'ordine, risiede nel quartiere Comasina, che rese celebre il bandito Renato Vallanzasca. 

Con i 50 mila euro di bottino pare abbia comprato anche alcuni mobili per la madre: la polizia li ha trovati ancora imballati in casa sua. I colpi sono stati messi a segno in 20 giorni, dal primo al 23 novembre scorso. Cinque le rapine contestate di cui due messe a segno nella stessa giornata, il 6 novembre. Ad incastrarlo alcuni fotogrammi delle telecamere dei sistemi interni di sorveglianza degli istituti di credito, oltre che un impronta digitale rilevata dagli agenti della squadra mobile milanese. Sempre identica la dinamica delle rapine. Armato di taglierino e con il volto scoperto minacciava i dipendenti della banca e si faceva consegnare il denaro. In un occasione il malvivente ha usato, come ostaggio, un anziano.

Il bel Renè ce l'ha insegnato...rapinare una banca non è reato!!

12月11日

Inchinatevi a sua maestà la Lazio

Roma, 10 Dicembre 2006
Non è un giorno come gli altri, oggi c'è il derby.
Sò per certo che ci saranno tutti. Ci sarà Maciste, Clemenza, Mizzy, Mamo e dall'altra parte Cockney.
Si ripetono i riti che da molti anni ci accompagnano: Partenza presto, Faxe all'autogrill, Borghetti sotto allo stadio.
E' già notte. Ci si saluta e si scambia chiacchiere con gli amici dal paninaro di fronte la nord. La birra non manca in mano a noi. L'attesa ci rende nervosi.
Ci siamo proprio tutti...ma tra poco ci sarà lei, sua maestà la Lazio, a gonfiarci il cuore di emozioni.
Ledesma, Oddo e Mutarelli, 3 a 0 secco. Che dire di più?
E' stata una serata indimenticabile....Grazie Lazio!!!
12月5日

5 Dicembre 1981

Non abbiamo né poteri da inseguire né masse da educare; per noi quello che conta è rispettare la nostra etica per la quale i nemici si uccidono e i traditori si annientano. La volontà di lotta ci sostiene di giorno in giorno, il desiderio di vendetta ci nutre. Non temiamo né di morire né di finire i nostri giorni in carcere; l'unico timore è quello di non riuscire a far pulizia di tutto e di tutti, ma statene certi, finchè avremo fiato, non ci fermeremo.
Ciao Alì...
11月29日

E così ho ripreso a studiare...

Da oggi torna lo studente 742728. Lo avevamo lasciato con una laurea in Scienze Politiche più di un anno fa, ma ora è nuovamente pronto a calcare il prato della città universitaria. Stavolta però nella sempre più rossa Lettere (ma 'na facoltà nera mai eh?) con indirizzo in Storia delle Religioni. Capire gli antichi per conoscere noi stessi. Chi siamo. Da dove veniamo. Perchè crediamo. Sarà una buona occasione per rinfrescarmi la memoria con lo studio della letteratura greca e latina, oppure per conoscere nuove ed interessanti cose. Già mi affascina l'esame di Etruscologia; sarà perchè in gita alle elementari buttai Volpetti in mare a Tarquinia. Le discipline demoantropologiche non sono da meno. Pensate che bello conoscere i riti e le credenze popolari del profondo sud oppure del Piemonte, od ancora i benandanti, quella setta accusata di licantropismo presente in Italia nel XVII secolo e ripresentatasi inspiegabilmente nella steppa ucraina. Conoscerò l'Africa, la tradizione dei pellerossa e l'attualissimo Islam...oltre che l'amatissimo shintoismo giapponese. In fondo Sannò Kai vive da molti anni sul mio corpo, quando del Giappone molti non ne conoscevano nemmeno un pizzico di storia. Ora invece va di moda. Ah Yukio...aiutaci tu!
11月24日

God only knows

Avevo sempre saputo che Riccardo era un genio. Lui non ci credeva e quell'aspetto trasandato non rendeva il suo estro. Ma io glielo dicevo da sempre. Pure a scuola. Le interrogazioni degli altri erano un bel modo per distrarsi ed occuparsi dei fatti propri, ma quelle sue in filosofia erano uno spettacolo più unico che raro. Ascoltavamo incantati le disquisizioni della scuola di Atene, l'autorità del Leviatano, l'oltreuomo nicciano, la lotta di classe di Marx. E io glielo dicevo sempre che era un genio. Ed è colpa mia se non è uscito con il massimo dei voti dal Liceo. Non avrebbe dovuto mai conoscermi. Altrimenti le note sul registro oppure i 4 non se li sarebbe mai beccati per questo. Sò che in fondo disprezza i titoli accademici e che quel suo passato da fascio lo porta ancora nel cuore nonostante ora sia dall'altra parte della barricata. Sò che non me ne vorrà se ora pubblico un suo pezzo geniale sicuro che un giorno avrà successo. Quando esso ti incoronerà mi troverai sul ciglio della strada, seduto e coi piedi penzoloni sopra un muretto di ciottoli. E ti tirerò i sassi, come facevamo da piccoli. E tu riderai e gioirai di avermi ritrovato su quella strada, la cattiva strada.

 

SENTIRE O ESSERE



God Only Knows (Wilson/Asher)



The Beach Boys



Pet Sound – 1966





Una volta ho letto su una rivista musicale che God Only Knows era troppo bella per essere vera. O almeno credevo di averlo letto. Perché poi sono andato a ripescare quella rivista e il commento esatto su quella canzone fatta da un redattore o un lettore sconosciuto era: “God Only Knows è talmente bella che non riesci neanche a capire perché”, il che è indubbiamente molto diverso; un conto l’inspiegabilità di qualcosa di reale, un conto la non realtà, sentire qualcosa che non c’è da sentire qualcosa che c’è, pur invisibile, o inspiegabile, o inesprimibile.

Ma con questa canzone ho sempre avuto i miei problemi, come con tutte le canzoni dei Beach Boys. Perché sapete, potete dirmi quanto volete che nella loro musica si senta il divertimento, la spiaggia, il mare, le ragazze, ma la verità è che io nel loro big old sound ho sempre sentito una malinconia infinita, come se il vento caldo dell’estate che usciva dai loro strumenti avesse dentro un refolo glaciale che facesse rabbrividire i nostri corpi sudati nel macello delle estati e della vita. Una malinconia nascosta nel divertimento in un modo mille volte più raffinato dei pagliacci che rimanevano di traverso nelle nostre risate di bambini.

Così la distonia tra le orecchie e il cuore provocata dalla loro musica si è ripercossa nel ricordo dei commenti su di loro, imbrogliandomi tra l’inesistenza e l’inspiegabilità. E io una notte ho anche inviato un sms solitario alla donna della mia vita e le ho scritto proprio che qualcuno avesse scritto che God Only Knows era troppo bella per essere vera, sbagliando due volte (trascurando gli innumerevoli sbagli precedenti), prima nel ricordo del commento e, soprattutto, nel significato che la canzone porta con sé. Ora non voglio intrattenervi nella mirabolante lotta che si consuma da anni tra me e la comprensione dell’inglese, ma vi basti sapere che quando io ho inviato quel messaggio nel cuore della notte, ero convinto che Carl Wilson dicesse che solo Dio sa what I feel without you (inspiegabilità del sentire e lontananza di lei), e questo volevo dirle. E sappiate che il giorno dopo, quando io mi allontanavo dalla sala Bingo, dove lavoravo in quel periodo marcio della mia vita e dove ogni giorno mi si attaccava sulla pelle il fumo delle sigarette rancorose dei clienti e lo schifo della pazzia latente nell’aria che risucchiava giocatori e dipendenti fino a spandersi sulle soglie dell’entrata e dove carni flaccide e occhi spenti e bestemmie sussurrate ad ogni santo numero snocciolato dalla speaker si mescolavano alle centinaia di monetine contate dai cervelli di pastafrolla di noi dipendenti e ai nostri anni devastati da solitudini interinali, quando mi allontanavo dalla Sala Bingo, dicevo, e pedalando piano sulla bicicletta cercavo di riprendermi un po’ di bellezza dal mondo succhiando con gli occhi e con il naso Roma stupenda e immensa di notte, e i Lungotevere deserti e la guazza di inizio aprile che sale dal fiume, mentre mi allontanavo dalla sala Bingo e succhiavo Roma bellissima e immensa, dicevo, e sfrecciando ora veloce, nella notte, tra i vicoli deserti del ghetto e i suoi sampietrini sghembi e mi lasciavo dietro la Sinagoga illuminata a giorno e nelle orecchie mi risuonava quella canzone in un loop infinito che impiccava le mie nostalgie, ho iniziato a smentire ciò che io volevo che quella canzone dicesse e ipotizzare che dicesse che solo Dio sa what I’ve been without you (inspiegabilità dell’essere stato e presenza di lei nel momento). Ma in realtà, sapete bene, fans di vecchia data dei Beach Boys di fronte ai quali io, giovane neofita, non sono che un pulcino, che anche questa interpretazione non era altro che una proiezione dei miei desideri di ricongiungimento e saturazione dolce delle ferite, desideri che immaginavo proprio così, con ferite da leccare dolcemente immersi nell’aurea di miele di quella musica. E sappiate che il giorno dopo quel giorno dopo, dopo averla incontrata l’ennesima volta e per l’ennesima volta essermi fatto sbattere in faccia l’ineluttabilità della perdita e le dinamiche devastanti per entrambi ad essa legate, ho ostinatamente rimesso nelle orecchie quella canzone che non riesci a capire come faccia ad essere così bella e mi sembrava che il cantante avesse di nuovo modificato il testo e dicesse che solo Dio sa what I’ll be without you (non consapevolezza di ciò che sarà e definitiva perdita di lei, però ancora dietro l’angolo).

E da allora è passato più di un anno, anche se sembra ieri, e io solo oggi ho avuto il coraggio di ascoltare di nuovo quella canzone e cercare il testo e scoprire finalmente che quel verbo essere che il cantante in collaborazione con la mia schizofrenia aveva giostrato a suo piacimento modificandolo addirittura in sentire, in sensazioni, era usato al condizionale presente, che solo Dio sa what I’d be without you (inspiegabilità dell’essere privato di lei in quel momento ben presente e ben lontano dall’andarsene, se si è stati capaci di donarle una melodia così celestiale e immacolata da qualsiasi bruttezza), e ho capito che se allora edificavo interpretazioni così diverse, flagellandomi l’anima di notte e fuggendo dal lavoro e andando al lavoro perdendola per sempre, era solo perché non potevo accettare che quella canzone, troppo bella per essere vera, non riguardasse quello che stavo vivendo.

Volevo che quella canzone dicesse proprio che solo Dio aveva gli strumenti necessari per capire quello che sentivo, e quello che sono stato nell’isolamento spinto di quei mesi, e quello che sarei stato senza di lei e senza il fantasma di lei con cui avevo a lungo camminato per sopravvivere, per sempre.

Volevo che quella canzone dicesse tutto questo, e solo per me lo ha fatto, facendomi sprofondare in quel suono divino e catartico capace di guarire ogni cosa tranne il mio dolore, ma non le porto rancore per questo, che solo Dio avrebbe potuto guarirmi. Solo Dio o solo lei, se io fossi stato capace di guarirla da malato.

God Only Knows era talmente bella che non riuscivo neanche a capire perché.

God Only Knows è troppo bella per essere vera.

Riccardo Iori


 

11月18日

Il canto del cigno...(x i camerati)

"...La verità è che ci si domanda come il giorno dopo si troverà abbastanza forza per continuare a fare ciò che s'era fatto il giorno prima e da molto tempo, dove si troverà la forza per quei tentativi stupidi, per quei mille progetti che non arrivano a nulla, per quei tentativi di uscire dalla schiacciante necessità, tentativi che falliscono sempre, e tutti per convincersi, una volta di più che il destino è insormontabile, che bisogna ricadere in basso dalla muraglia, ogni sera, sotto l'angoscia di questo domani sempre più precario, sempre più sordido...
L.F. Celine
        "Viaggio al termine della notte"
11月13日

Alla vita

"La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia."
 
                                                 (Nazim Hickmet)
11月4日

Sol lucet omnibus

Eccomi qua,
credevate fossi morto oppure dietro le sbarre...ed invece niente di tutto questo!
Sono vivo e vegeto e con una forte voglia di continuare a lottare...
A parte il fatto che ci sono voluti più di 10 giorni per installarmi fastweb per il resto posso dirvi che una delle due sorprese di cui vi accennavo in un intervento precedente è completata. Ho scritto un libro! Ora lo sto ricontrollando e presto lo farò circolare clandestinamente...La sfida a Melissa P. è cominciata, arbitro Fabio Volo. Ahahahaha scherzo...sicuramente lo leggeranno in 10, ma vi assicuro che le gesta di Maciste, Cockney, Gèreb, Yukio e Clemenza vi affascineranno. E' una strana storia, comincia più o meno dalla fine poi torna indietro di più di dieci anni; si ferma ad uno squallido bar di via Empolitana, passa per Londra, l'Umbria, la Puglia, la Spagna e torna a Roma. Ci sono i ragazzini e i senatori, gente onesta e figli di nessuno disposti a tutto. "Dirty deeds done dirt cheap" direbbero gli Ac/dc. Ci sono le facce incontrate in questo pezzo di vita. Sguardi fugaci, mozziconi di sigaretta, tatuaggi e cicatrici in faccia...da non perdere insomma!!!
 
Oggi ascolto Vivaldi e sono in delirium tremens...leggo Chatwin "in Patagonia" e mi preparo per andare a lavoro...
A presto miei cari!
10月12日

Visita a sorpresa

Avete mai pensato di partire per l'estero con in tasca solo un'indirizzo? Sicuramente sì.
E così sono partito per Valencia a trovare Lisa che fa l'Erasmus quì. Tempo addietro ero riuscito a sganciarle l'indirizzo con la scusa di spedirle una lettera al più presto. Ed invece stamane, preso il volo delle 7.05 da Ciampino, alle 10 in punto ho bussato alla sua porta. "Chi è?" sento dire da una voce femminile, "Riccardo" rispondo secco io. "Noooooooooooooooooooooo, non posso crederci!" e via baci, abbracci e commozione. E' ancora rimbambita della serata di ieri sera, ha rincasato alle 5 del mattino dopo una festa brasiliana con tanto di capoeira. Io non sto meglio. Alle 5 sono partito per Ciampino. Un caffè, una sigaretta e poi un giro per la città. Ma il tempo è troppo bello, è una splendida giornata di sole! "Andiamocene in spiaggia!", "Sì, ma non ho il costume!" "Che importa? Ci arrotoliamo i jeans". Arriviamo sulla spiaggia, a destra il cantiere navale che ospiterà l'America's cup a sinistra un campo da beach volley. Scambiamo due battute poi una lunga passeggiata. Una corsa. "Vieni quì che ti prendo e ti butto per terra! No, non mi prenderai mai". Sì invece. Troviamo finte perle di una collana rotta. Ci mettiamo a cercarle tutte e le raccogliamo. Non avranno nessun valore ma io e Lisa ci fingiamo pirati e quello il nostro prezioso bottino. Ancora c'è il tempo per delle foto. Ci mettiamo in posa e ridiamo con le barche a vela dietro di noi. Ancora in piedi oppure seduti, primi piani e profili, poi l'immagine di due ombre scalze coi jeans arrotolati e le scarpe in mano che se ne vanno...
Mi ritorna in mente una mia poesia che mi fa pensare alla giornata di oggi:
Cocci di vetro
levigati dal mare
conchiglie variegate
che ti fanno ascoltare,
e tu mare
impetuoso d'inverno
sbatti sugli scogli
come lastra di marmo.
Che bello ammirarti
da un litorale deserto
col vento in faccia
ed il cielo coperto.
Raccoglierò bottiglie vuote
dai messaggi più strani
viaggerò per un attimo
nei posti più lontani.
Sarò il capitano
navigherò con successo
alla ricerca di qualcuno
o forse di me stesso.
10月9日

Vite parallele

Venerdì sera c'è stata la festa di Ale a Civitavecchia. Per molti è l'onorevole ........., per altri l'eurodeputato più giovane d'Europa e il sindaco più giovane d'Italia. Per me è semplicemente Ale, un amico vero, un amico sincero. Ci siamo conosciuti 2 anni fa quando io ero a Bruxelles a fare l'Erasmus e lui era appena stato eletto eurodeputato, a soli 27 anni. Da lì è nata una bella amicizia, nonostante il nostro diverso passato, e mi volle con lui in ufficio. Diventai così il suo primo "stagiaire". Lo seguivo dappertutto, in Commissione, in plenaria, ne curavo le pubbliche relazioni. E la sera uscivamo insieme per le vie di Bruxelles:ristoranti etnici a lui tanto cari e poi a Saint Gery per gustare un tè marocchino e tirare una boccata di narghilè (senza oppio, non vi preoccupate!). Una volta lo portai pure ad una festa Erasmus, al Foyet, dove la birra costava un euro e c'erano tutti studenti ubriachi. Una ragazza italiana lo avvicinò e gli disse "Anche te lavori come Riccardo al Parlamento europeo?" "Presso chi fai lo stage"...e lui imbarazzato rispose "Veramente il deputato sarei io!". Già perchè soli tre anni dividono le nostre età.
L'altra sera Ale ha portato 1500 persone a Civitavecchia, tutti per lui, tutti per il suo rendiconto annuale agli elettori. Tanti gli elogi e tante le strette di mano nei confronti di chi ha avuto una carriera brillante ed ha bruciato le tappe. Già, quelle le ho bruciate pure io anche se in un'altra maniera. Alla fine le nostre storie sono molto simili, come lo erano nel giorno della scissione del '14 e come lo erano fisicamente i nostri leader. Anche noi abbiamo conosciuto il potere e la disfatta, anche noi abbiamo conosciuto gli approfittatori ed i voltagabbana. Anche noi abbiamo conosciuto la gogna, il pubblico ludibrio, la vergogna, l'esilio nella nostra patria od in terra straniera. Anche noi ci siamo sentiti cittadini non graditi vittime di processi a senso unico. Anche noi abbiamo pagato per le nostre colpe e pure per quelle altrui. Abbiamo conosciuto i lunghi silenzi, i bruschi risvegli alle 5 del mattino coi materassi rovesciati. Abbiamo visto gli sguardi ostili nei corridoi delle scuole ed abbiamo fatto la vita dei carbonari nelle nostre università. Ma non importa. Non serve piangersi addosso. E' la splendida vita che abbiamo voluto.
L'altra sera, spente le luci della festa, ci siamo ritirati in convento ed abbiamo aspettato il mattino insieme. Eravamo una decina, i più fidati e tutti giovani. Abbiamo bevuto e cantato a squarciagola le classiche canzoni da falò estivo. Battisti, De andrè, Baglioni, Rino Gaetano...e poi "I whish you were here", "Zombie", e i Radiohead. E quando un bagliore cominciava a rischiarare i nostri stanchi occhi ti sei rivolto a me con quell'antico proverbio saharawi a te tanto caro che amavi citarmi nelle nostre notti brussellesi: "Si può uccidere il gallo che annuncia l'alba, non si può uccidere l'alba!".
Grazie Ale, grazie davvero.
10月5日

E se per una volta vincessero loro?

In vita mia sono poche le cose che ho trovato. Una volta un Nokia in un McDonald (figuriamoci quanto tempo è passato visto che potevo ancora entrarci) e qualche liretta sparsa in qualche angolo di città. Poca roba...sommate non avrebbero fatte le vecchie diecimila lire. Però una volta ho trovato una medaglietta di Santa Rita da Cascia sulla neve ad Ovindoli mentre ci preparavamo a gareggiare per i giochi della gioventù. Era il 1995. La conservo ancora con me nonostante abbia sputato in passato addosso alla religione cristiana arrivandomi a tatuare addirittura il dio Marte dietro la spalla oppure a festeggiare i solstizi con gli antichi riti pagani a Monte Gennaro. Ma da quando ho riscoperto Cristo e il suo credo ho ripensato a quella medaglia vecchia di 11 anni e forse ancor di più. L'ho saputo pochi giorni fa che Santa Rita è la santa dell'impossibile, la santa delle cause perse...ora ho capito il mio destino, la lotta titanica contro i potenti, lo schierarsi sempre dalla parte dei più deboli. Ora ho capito perchè Santa Rita mi ha cercato all'epoca. Sono un don Chischotte moderno e non mi importa se nella vita non vincerò mai, l'importante è che abbia comunque lottato. Ripenso alla storia e a come sarebbero state le cose se avessero vinto i vinti...penso a Leonida e ai suoi 300 spartani quel giorno alle Termopili contro i Persiani che erano 10.000; li tennero in scacco per giorni e solo un tradimento dei loro alleati li fece sconfiggere. Morirono in 298, Leonida compreso. E quei due che se la cavarono si suicidarono per la vergogna di essere rimasti vivi. Pensate che bello se avesse vinto Leonida? Pensate che bello se un giorno Silvestro vincesse su Titti, Tom su Jerry, Willy il coyote su quel bastardo di Bip Bip... 
10月3日

Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che volevo dirti
di più bello
non te l'ho ancora detto.
                           (Nazim Hickmet)
9月30日

Un'altra notte è volata via...

La vita del pub mi sta stremando. Torno tutte le notti tra le 3 e le 4 del mattino. E' un sacrificio enorme fare panini, spaghetti e servire tanta, ma proprio tanta birra. Ma alla fine è ciò che ho voluto e ne sono soddisfatto. Si incontrano vecchi amici e si vedono facce nuove  in quest'eterna lotta tra passato e futuro. Chi vincerà? Mà...un pareggio mi andrebbe più che bene. Clà, quando leggerai questo intervento sarai già lontana, l'Erasmus ti aspetta...sarà un'esperienza unica che ti segnerà la vita in modo positivo (parola di chi lo ha fatto prima di te). Volevo comunque ringraziarti per aver festeggiato la tua partenza al pub...grazie, grazie di cuore. Che dire per il resto? Mi sento un fiume in piena nonostante torni sempre alle 4 del mattino e dorma molto poco da una settimana a questa parte. Saranno forse le novità che mi mettono allegria? Può darsi...o forse la voglia di continuare a superarmi che mi esalta. Ho due progetti per la testa e presto ve ne parlerò; per il momento mantengo il top secret perchè sono un pò scaramantico. Comunque se ho aperto un pub che fino a 10 anni fa sembrava un sogno potrete ben sperare...
Baci e buona giornata a tutti...
9月26日

Pensiero del giorno

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l'antica ed erronea fede,
l'ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria.
Solo perchè è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.
 
                                 (F.Pessoa)
 
9月24日

Un sogno si è avverato...

L'assenza degli ultimi giorni dal blog è dovuta alla realizzazione di un sogno...uno di quelli che si ha sin da quando si è adolescenti e si inizia a scoprire il mondo un poco alla volta. Insomma perchè tenervi sulle spine? Che cavolo ho fatto in questi giorni? Beh...ve lo dico tutto d'un fiato HOAPERTOUNPUB.Proprio ieri!!! Sì, è così...ho aperto un pub a Roma chiamato "IL MALTESE". Come potrete immaginare dal nome l'ho voluto ispirare a Corto Maltese, il viaggiatore figlio di una zingara e di un marinaio inglese frutto dell'invenzione di Hugo Pratt. Perchè proprio lui? Basterebbe solo una cosa a giustificarne la scelta. Marinaio anche lui, sempre con il berretto da capitano, orecchino da corsaro, cappotto dai bottoni dorati, immancabile cigarillo, un giorno Corto si è inciso da solo la linea del destino che Amalia, una gitana amica di sua madre, non gli aveva trovato sulla mano. "Non avevo la linea della fortuna. Mi sembrò una cosa orribile -racconta Corto in uno dei primi episodi della saga- e fu così che presi il rasoio di mio padre e me ne feci una lunga e profonda...". Ora capirete perchè su questo blog il mio titolo è "Pirata del destino"...
9月20日

Qualcosa di me...

E così anche io sono finito sulla rete. Chi l'avrebbe mai detto che un mondo così apparentemente lontano dal mio mi conquistasse piano piano? Ora che sono tra voi le presentazioni sono d'obbligo, quindi cominciamo...
Mi chiamo Riccardo Luciani ed ho 26 anni, abito a Tivoli in provincia di Roma e sono laureato in Scienze Politiche. No, così non va bene però, sembra che sto preparandomi per un colloquio di lavoro...devo essere più profondo come lo sono la maggior parte dei blogger! Già, ma dove iniziare? Questo non lo so, ma di certo conosco la fine che mi ha portato quì, ossia il Cammino di Santiago.
Ma che c'entra il Cammino di Santiago con un blog vi chiederete...c'entra, c'entra, vi dico io!
Per chi non lo sapesse il Cammino di Santiago è un pellegrinaggio lungo 740 km che parte dal confine franco-spagnolo e giunge fino all'omonima città che si trova in Galizia. Si percorre a piedi (ma se vogliamo anche in moto, bici e auto) con una conchiglia (concha) sullo zaino, proprio come i pellegrini del medioevo. Io di km ne ho percorsi 158 in 7 giorni, da O'Cebreiro fino alla basilica di Santiago ma ciò è bastato a farmi riconoscere lo "status" di pellegrino con tanto di attestato scritto in latino.
Già, ma perchè Santiago?
Perchè se non ci fosse stato quel cammino e delle maledette cozze avariate mangiate nella penultima tappa non mi sarei preso la salmonella e non sarei stato tutto agosto in convalescenza a casa incollato al computer. Eccovi spiegato dunque il segreto...Santiago mi ha portato la malattia e la malattia al blog...
Quindi ora che ho provato a dirvi almeno come sono arrivato quì mi auguro che siate in tanti a scrivermi...e per chi mi reputa una persona interessante con la quale scambiare due chiacchiere non resta che dire: BENVENUTI A BORDO!!!
9月18日

L'uomo e il mare (Charles Baudelaire)

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio;
tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore
di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete
senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
eterni lottatori, fratelli.