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    September 06

    All'inferno e ritorno...

    In quel mondo finto che è il cinema ci si può imbattere in ragionieri travestiti da supereroi, in personaggi apollinei rappresentare il ruolo dei cattivi, in timorate di Dio che giocano a fare le zoccole. In pochi riescono a rappresentare loro stessi nella finzione così come nella realtà. Potrei citare il compianto Steve McQueen ma già ci ha pensato Vasco Rossi in una sua famosissima canzone. Erano i primi anni '80 ed oltreoceano stava per emergere la figura del sex symbol che avrebbe cavalcato quegli anni: Mickey Rourke. Il successo durò poco, appena più di un quinquennio, ma tanto gli bastò a sottomettere Hollywood e a sputargli in faccia. Si potè permettere di sposare Carrè Otis, di percuoterla e perfino di sparargli ad una spalla (lei denunciò il fatto come accidentale) fino poi a lasciarsi per esasperazione, tentò di riconquistarla tagliandosi di netto il dito mignolo, di farselo ricucire, di lasciare il cinema per il pugilato e di piangere per ore alla morte del suo pappagallo. Tornò a recitare parti ininfluenti con il volto tumefatto che nulla aveva più del sex symbol anni '80. Mickey Rourke è stato tutto, è stato alcool, è stato droga, è stata vita spericolata, è stato finanziatore dell'I.R.A., è stato grande amico di Tupac, è stato San Francesco in un film della Cavani, ma soprattutto è stato se stesso. Da qualche anno ha riottenuto ruoli di primo piano in qualche film e l'ovazione di due giorni fa alla mostra di Venezia è stato il sincero tributo ad un uomo che è tornato, seppure malconcio, dall'inferno. Provateci voi...  
    July 05

    Verranno a chiederti del nostro amore...

    Quando in anticipo sul tuo stupore
    verranno a chiederti del nostro amore
    a quella gente consumata nel farsi dar retta
    un amore così lungo
    tu non darglielo in fretta

    non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
    le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
    dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
    nell'ipocrisia dei "mai"

    non sono riuscito a cambiarti
    non mi hai cambiato lo sai.

    E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
    per farti più bella e pensarmi già vecchio
    tu regalagli un trucco che con me non portavi
    e loro si stupiranno
    che tu non mi bastavi,

    digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
    dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
    per ritornare dopo l'amore
    alle carezze dell'amore
    era facile ormai

    non sei riuscita a cambiarmi
    non ti ho cambiata lo sai.

    Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
    come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
    i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
    i tuoi occhi assunti da tre anni
    i tuoi occhi per loro,

    ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
    o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
    e troppo stanchi per non vergognarsi
    di confessarlo nei miei
    proprio identici ai tuoi

    sono riusciti a cambiarci
    ci son riusciti lo sai.

    Ma senza che gli altri ne sappiano niente
    dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
    continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
    farai l'amore per amore
    o per avercelo garantito,

    andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
    o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
    o resterai più semplicemente
    dove un attimo vale un altro
    senza chiederti come mai,

    continuerai a farti scegliere
    o finalmente sceglierai.
     
    (F.De Andrè)
     

     
    May 12

    Achille

    Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me...suonava più o meno così il ritornello nazionalpopolare più famoso di Adriano Celentano. E' la canzone che noi tutti cantavamo alle gite delle elementari, quelle con i walkman dalle enormi cuffie e dei mitici Ringo bigusto. Finita la "pax" dettata dalla canzone si ricominciava ad essere scurrili, ad offenderci, a darci le sciarpe annodate con violenza sopra la testa, tutto ovviamente condito da sfottò calcistici. Sul lungotevere verso via dei Bresciani non era una vera e propria gita, ma i nostri 17 anni facevano si che tale fosse. Tutti nel furgoncino a 9 posti: 8 imputati più autista.
    Achille aveva il dono di farci sorridere anche nelle giornate più cupe. E allora dimentichi delle udienze ridevamo e scherzavamo sul Transit come se fosse una gita. E non la smettevamo proprio; qualcuno di noi ebbe la faccia tosta di fare il cretino pure davanti al giudice provocando delle risate a malapena trattenute dal dovere istituzionale. Achille già. Ettore e non Achille preferivo in altri scritti. Ma questo Achille era diverso perchè mai si vantò di esser guerriero, nè umiliò i nemici una volta vinti.
    In tanti mi dicono che l'aver viaggiato molto mi ha permesso di scoprire il mondo, di allargare i miei orizzonti, di conoscermi meglio, ma nessuno ha mai saputo che tutto questo lo devo a lui.
    Ciao Achille, grazie di tutto.
    April 04

    Hotel Supramonte

    E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
    tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
    e una lettera vera di notte falsa di giorno
    poi scuse accuse e scuse senza ritorno
    e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
    col suo ordine discreto dentro il cuore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
    grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
    e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
    sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
    passerà anche questa stazione senza far male
    passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
    ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
    ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
    cosa importa se sono caduto se sono lontano
    perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
    perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
    ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.
     
    (F. De Andrè)
    April 02

    Rotten o Mussolini

    Rotten o Mussolini...questo è il dilemma.
    Mi viene chiesto come fa un camerata ad amare pure l'anarchia del Punk, ad accettare Sid che si spara in vena, ad amare tutto ciò che è trasgressivo e fottutamente antiborghese. Proverò con i pochi strumenti d'intelletto a ricostruire una storia impossibile e forzata ma che gode anche di un fondo di verità.
    Ma se il fascismo fosse ancora in vita o se io fossi vissuto in epoca fascista mi sarei realmente ritenuto tale? Bella domanda. Me la pongo da solo. Mi avrebbero mandato al confino, questo è poco ma sicuro. Oppure sarei stato minoranza rispetto alla massa. Non avrei mai sopportato di compiere riti e gesti quotidiani e di andare in giro vestito come tutti gli altri. Allora come fai a definirti tale? Beh...il fascismo (e qui entro un pò più nel vivo nel discorso) non fu solo quello e passò tre gradi evoluzione/involuzione/evoluzione. Iniziò a Sansepolcro con lo spirito degli Arditi battendosi contro capitalismo e comunismo. Uno spirito autenticamente anti-borghese, nemico dei titoli nobiliari, quasi figlio della Rivoluzione del 1789, l'anno che cambiò la storia. Possiamo poi parlare di circostanze estreme, di momento in cui il totalitarismo sembrava un'alternativa valida, comunque quello che viene definito regime poco mi garba. Fortunatamente prima della nostra repubblica ne abbiamo conosciuta un'altra, socialista di animo e corpo, tanto che spinse un certo Nicola Bombacci (fondatore del Partito Comunista d'Italia) ad aderirvi. E'stata la repubblica della socializzazione delle imprese, idea guardata con certa invidia a sinistra. A guerra perduta schierò quasi un milione di persone, donne comprese. Un milione di vite disposte a morire, non per una vittoria, quello non gli interessava nemmeno più, ma per una testimonianza. E a me piace ricordarla così, bella perchè inutile ma così tremendamente fiera, come il volto di quel ragazzo che poco prima di essere fucilato fumò una sigaretta incurante del destino.
    Spavalderia che si rincontra ma tutt'altro ambiente.
    Cielo grigio e pioggerellina perenne. Anche una goccia ma tutti i giorni. Ciminiere, fabbriche ed immondizia per strada. Londra insomma. Gli spazzini in sciopero contro la Tatcher, la lady di ferro che tanto sapeva di fascista. E poi l'unione di due gocce, l'invenzione di Malcolm Mclaren e Vivienne Westwood e la rabbia di un certo irlandese chiamato Rotten per via dei suoi denti marci. La borghesia di Chelsea che si incontra con il proletariato di Arsenal. Durò poco, un paio di anni, ma bastarono ad incendiare l'Inghilterra col Punk. Cos'è il Punk...anzitutto trasgressione, rabbia, oltraggio alla monarchia. Ohhhh la monarchia ma quella non piaceva neanche a me e nemmeno al primo ed ultimo fascismo. I Sex Pistols non sono mai stati fascisti, questo è insindacabile, ma quando si vive ai margini della società, alla fine si tende a solidarizzare con i reietti come te. E siamo in tanti esclusi da questo Stato, forse perchè le nostre idee contro di esso fanno paura. Ci sono un pò tutti, e disparati tra loro, ma fate attenzione a  non dargli mai un pò di benzina perchè potrebbero incendiare i vostri animi borghesi.
    Vicious3
    January 07

    Generazione '78

    E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato
    rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato
    prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto
    cominciare tutto un giorno, forse un giorno maledetto
    frequentando certa gente di sicuro differente
    e un battesimo di rito con il fiato stretto in gola
    quando già finiva a pugni sui portoni della scuola
    e inciampare in un destino che già ti cresceva dentro da bambino
    ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo
    odio e amore per cercare di capire una logica ideale
    una logica ideale in cui ciecamente credi
    e tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri
    perchè sa che non perdona questa guerra
    perchè sa che non ha pace la sua terra.

    Un partito vecchia storia, un' eredità che scotta
    nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta
    e ignorare circostanze giochi assurdi di potere
    che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni
    di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni
    e sentirsi vivere dentro a vent'anni è l'occasione
    per cercare di dare un senso alla tua Rivoluzione
    poi una sera di gennaio resta fissa nei pensieri
    troppo sangue sparso sopra i marciapiedi
    e la tua disperazione scagliò al vento le bandiere
    gonfiò l'aria di vendetta senza lutto nè preghiere
    su quei passi da gigante per un attimo esitare
    scaricando poi la rabbia nelle auto lungo il viale
    fra le lacrime ed i vortici di fumo
    da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno.

    Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista
    dimmi, come ci si sente con un'ombra da estremista
    cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali
    ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino
    la Democrazia mandante, un agente è l'assassino
    e Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile
    con le chiavi strette in mano strano modo per morire
    e braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento
    oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento
    e il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro
    questa volta pagheranno te lo giuro.
    Poi la sfida delle piazze ed i sassi nelle mani
    caroselli di sirene echi sempre più lontani
    quelle bare non ancora vendicate
    le ferite quasi mai rimarginate.

    Ma poi il vento soffiò forte ti donò quell'occasione
    di combattere il Sistema in un'altra posizione
    tra la fine del Marxismo e i riflussi del momento
    costruire il movimento tra le angosce dei quartieri
    ed un popolo una lotta chiodo fisso nei pensieri
    e generazioni nuove in cui tu credevi tanto
    poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto
    e al segnale stabilito si dà il via alla grande caccia
    i fucili che ora puntano alla faccia
    le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone
    tra le spire della "santa inquisizione"
    poi le tappe di una crisi di una storia consumata
    di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada
    di chi viene suicidato in una stanza, di chi fugge
    di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.

    E ti svegli una mattina sulle labbra una canzone
    e l'immagine si perde sulla tua generazione
    quei ragazzi un pò ribelli un pò guerrieri
    che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori tanti fazzoletti neri.
     
    F. Mancinelli
     
    (a Franco, Francesco e Stefano...ci vediamo stasera, ci vediamo tra un anno)
    January 03

    Kenya mon amour

    L'inizio dell'anno porta male ai capodannati italiani.

    Già perchè di loro si tratta e della loro pelle in pericolo sinceramente proprio non mi frega un cazzo.

    Lo scorso anno Giovanna Melandri, donna immagine della sinistra radical chic fu vista ed immortalata scalza mentre si apprestava a danze euforiche nel resort di Flavio Briatore. Ma come ? Quoque tu Giovanna? Ma lei, nonostante una foto palese in cui si vedevano anche altri ospiti, si affrettava a smentire dicendo anzi che lei in Kenya ci va solo per la cooperazione e lo sviluppo. E' infatti impegnata in ...bla ... bla... i bambini poveri... bla bla bla.

    Lasciamo perdere le stronzate della cooperazione e sviluppo dove nessuno fa un cazzo e vengono pure finanziate profumatamente dallo Stato dicevo ogni inizio anno come da tradizione sembra succedere qualcosa in quella zona esotica che a tanti manda in estasi. Il famoso MALDAFRICA cantato da Battiato.

    Ma dietro quei tramonti e quelle zanzariere pochi giorni fa è accaduto qualcosa di strano. Un animatore nostrano veniva assassinato per cento euro. Ed aveva la faccia davvero simpatica. Ma il gioco e l'allegria a poco servono a far sorridere un paese sull'orlo di una guerra civile. E ne hai pagato le conseguenze proprio tu che lì c'eri andato solo per goderti il mare, l'animazione e le donne. E dovevi pagare proprio tu?

    Pensa che quando sei morto, alla domanda se il Kenya fosse un paese davvero sicuro, molti potentati italiani si sono affrettati a dire che il Kenya non è peggio dell'Italia. Chicco Testa (presidente di Metropolitane Roma) ha detto che manda tranquillamente i suoi figli a spasso per Malindi da soli, Pietro Calabrese (ex direttore di Panorama) guardava al risparmio affermando che le "aragoste costano solo due euro, un kilo di vongole 50 centesimi e con soli 350 euro ti puoi permettere autista, cuoco e 3 vigilantes. Probabilmente non ti serviranno a un cazzo ora che dovrai lasciare il paese per via della guerra civile. Mentre i bambini bruciano nelle chiese, la gente si ritrova senza casa e vengono commessi omicidi ogni minuto c'è chi, come Luigi Colajanni, ex responsabile Ds del settore Esteri che si lamenta perchè nella sua villa cominciano a scarseggiare le verdure. Ma come, ti preoccupi delle verdure? E secondo la giornalista Stella Pende? A Watamu si sta come a via Montenapoleone.

    Eppure ora il culo lo cominciate a stringere e vi sta bene. Ora che rischiate di rimanerci in Kenya e intasate i telefoni della Farnesina speriamo che nessuno vi risponda perchè voi ci dovete rimanere dentro all'inferno e guardarlo dritto dritto negli occhi. Ve lo faranno vedere i ribelli la verdura che scarseggia, la cooperazione e via Montenapoleone.

    Poi alla fine vi riporteranno a casa, come da copione, e l'unica vittima resterà un povero animatore in cerca di donne e buon vino.

    December 10

    Pensando ad un amico

    Danzano le streghe
    sul monte di Madonna
    e tra le querce nane
    ancora il grillo canta
    un fuoco nella notte
    un uomo e una capanna
    e l'occhio che ricerca
    nel cielo nuove stelle
    e andati riti antichi
    ritornano alla mente
    i druidi severi
    e magiche visioni
    ma ancora non si placa
    la tua lunga ricerca
    ancora la tua mente
    non è come il Lago d'Alpe
    Salire una montagna
    e di là guardare
    lontano o vicino
    dentro di sè
    scavare in fondo in fondo
    e fare tutto uscire
    contare sul tappeto
    le negatività.
    Il Dharma e l'alpinismo
    la Legge e il Precipizio
    la smania di spezzare
    catene di borghese.
    Tranquillità.
    E ancora io ti parlo
    e non posso non pensare
    a quel che noi si era
    qualche anno fa,
    giornate di rivolta
    con le spranghe in mano
    per anni il Movimento
    mia e tua nuova famiglia
    Eretici e autori
    che allora scoprivamo
    l'Europa vecchia troia
    ci sfuggiva sempre di mano
    E poi Pomaya e i Lama
    la mistica orientale
    stagioni di speranza
    dentro te.
    Silenzi sconosciuti
    tra pini secolari
    ma noi compìti e seri
    in fila a meditare.
    Ed io recalcitrante
    "Rivolta" rileggevo
    cercando di spiegare
    quello che poi sentivo
    Poi tutto si è interrotto
    e ognuno se n'è andato
    e ci troviamo soli
    ancora qui a parlare
    ma è giusto sai cercare
    e ancora riprovare
    per quella porta infine
    tutti noi
    dovremo passare.
     
     
    November 15

    Ciao Gabri...

    A regà ma 'n do' annate, che fate
    tornate qua, nun me va de pià legnate!
    Capirai, ciò l'occhi 'mpastati, nun ho dormito gnente,
    ho fatto tanto tardi pe' fà divertì la gente.

    Mo me sdraio qua dietro e schiaccio 'n pisolino
    Come quanno me portava 'n machina mi padre da rigazzino.
    Dietro fa 'n po' freddo, è proprio un grande strazzio
    Che me frega, stasera me ripio, vado a vedè la Lazzio!

    Ma quanto è passato, due, tre ora ar massimo
    ma l'amichi mia 'ndo stanno,
    li possino Ciò freddo, paura, ma che è ....
    so' tutto 'nsanguinato Mammina mia, 'ndo stai,
     ma ch'hanno combinato.

    'No sparo, le botte, li pianti 'a polizia?
    E mo' basta vojo a mi regazza 'a famia, l'amichi mia!
    Nun ciò più le forze, smetto da lottà
    Me ne vado da 'sto monno, colmo de stupidità.

    Tranquilli Ma', Pa', fratello caro
    vado a stà mejo, Lì nun esiste er baro.
    Passerò la notte insonne pe' parla' co' Dio
    merito 'n posto bello, je lo chiedo a modo mio.

                                     ..ciao Gabbo..         [preso dal blog ]


      
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    October 30

    Scritte ironiche e strafalcioni

    Nuova rubrica: segnalatemi scritte ironiche oppure con evidenti errori ortografici.
    Comincerò io con le seguenti:
     
    1) Raz Degan...raz de merd (Raz Degan è israeliano)
    2) Grazie mama per avermi fato romanista...(risposta accanto) E PURE ANALFABETA!
    3) Shoah musto go on
    4) Fasi boia (Fasi invece che Fasci)
    5) No all'imerialismo USA (Imerialismo invece che Imperialismo)
    6) Mani in alto stronzi! (scritta apparsa su una posta particolarmente rapinata)
    7) Svastica con scritto vicino "Ho 21 anni"...risposta fatta da un altro sotto "io ceno 28" (ceno invece che ce ne ho)
    8) Hitler T.V.B.
    9) Perchè bevo Jagermaister? Perchè il Napoli è in serie B
    10) Me ne frego (firmato con celtica) - risposta sotto- Figurete io! (firmato con falce e martello)
    11) Morte ai fasci e pizza per tutti (sul muro di una pizzeria)
    12) Forza Uova
    13) Affianco dei lavoratori (affianco invece che a fianco)
    14) La comare mea quanna caca schizza
    15) Voi facete li concerti e nui ve sonemo (risposta dei compagni ad un concerto dei fasci)
    16) Chiara non sei un sogno, ma una realtà che fa sogare (sogare al posto di sognare)
    17) Pamela ciai un bel culo (pontile di Ostia)
    18) Mario se ncula le caine (caine = galline)
    19) Ciao Bau! Baci Miao
    20) I vostri etilometri non fermeranno il nostro alcolismo
    21) Aboliamo la sveglia
    22) Polizia municipale la tua festa è a carnevale
    23) Vigile severo il tuo posto è al cimitero
    24) Sta Roma sa comanna
    25) Nè disco nè droga... e manco sesso!
    26) Laziale pastore do sta il tricore (tricore al posto di tricolore)
    27) Cloaca indegno
    28) Ladro di 75: filio di mingiotta se ti prendo ti talio le mani con l'acetta (disegno di una mano mozzata da un'accetta) - cartello in legno appeso anni fa su un albero di fronte la Pirelli a Villa Adriana.
     
     
     
     
     
     
    October 17

    Ecco com'è che va il mondo...

    Saranno state le 14.30. Aspettavo Valerio sotto casa per andare in palestra, un mandarino in mano mi rende meno ansiosa l'attesa. Lo sbuccio e ne succhio uno spicchio per volta. La parrucchiera si asciuga il sudore col polsino del camice mentre fòna la vecchia permanentosa coi capelli rosso mogano. Al bar Castorani i guardiani dell'Inversata controllano gelosamente che tutto vada per il verso giusto. Possibile che li trovi sempre lì, sempre le stesse persone a tutte le ore, estate e inverno a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo? (cfr La città vecchia - F. De Andrè)
    Poi dal fascio di luce che dalla Rocca Pia mi arriva sul viso, quel viso ormai delicato tanto da doverlo proteggere con crema Avène 50, dicevo poi da quel fascio di luce vedo arrivare un'ombra che si ferma di macchina in macchina. Poi giunto quasi davanti a me svaga, tira dritto e fischietta una canzone senza senso e probabilmente mai esistita per deviare sulla ricerca di quella sonorità inesistente la mia curiosità donna. No, voglio sapere che cazzo stavi facendo. Volantinaggio, uno stupido volantinaggio del tuo negozio. E te ne vergogni perchè sei anziano e dovrebbero farlo i tuoi figli, o meglio tua figlia, ma non può perchè si sta disintossicando in una comunità. Ed io ti vedo e tu mi vedi. E quando mi hai visto quasi non avresti voluto che io ti vedessi perchè è umiliante. Non hai nemmeno i soldi per pagare un ragazzotto che ti faccia volantinaggio. Gli anni 80 sono finiti pure per te, non ci sono più nè Rambo nè Craxi. O meglio, in questi tempi c'è stata riproposta la copia di Rocky che fortunatamente si sberleffa da solo salvando il film da un insuccesso quasi scontato (ma che a me è piaciuto) e i figli del buon Bettino siedono entrambi in Parlamento senza avere nemmeno un briciolo del carisma di papà. Insomma ti ho visto e ringrazia Dio che avevo i Ray-ban scuri perchè mi hai stretto il cuore con quel tuo gesto e una lacrima stavo quasi per buttarla giù. I centri commerciali ci hanno distrutto vecchio mio, oggi puoi comprare il pane e la borsa di Cavalli nello stesso posto e se tua figlia invece di drogarsi ti avesse rotto i coglioni perchè voleva la "robba" (non l'eroina scemi!) da H&M ti ci toccava pure accompagnarla.Ma tanto avevi la comodità del parcheggio a un metro dall'entrata. Lo sai che ti dico? Che a me sti cazzo de centri commerciali mi stanno sui coglioni e se un giorno ti và possiamo andare ad assaltarli insieme e magari chiamiamo pure gli altri come al film "Zombie" di Romero dove i protagonisti si asserragliano dentro un supermercato facendo scorta di armi ed alimenti. Solo che all'epoca i veri zombie erano degli oltreuomini, oggi sono dei miserabili esseri umani comandati dal Consumo (con la maiuscola a mò di divinità). Ridete, ridete, ma non c'è nulla di più nobile di un vecchio che per salvare il suo negozio si umilia facendosi volantinaggio da solo. La radio passa De Gregori: " Tu da che parte stai fratello? Sei dalla parte di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti, rubando?". Noi due abbiamo già scelto.
    October 05

    Piccolo Attila

     
    September 27

    Lou Reed - Perfect day

    Just a perfect day,

    Drink Sangria in the park,

    And then later, when it gets dark,

    We go home.

    Just a perfect day,

    Feed animals in the zoo

    Then later, a movie, too,

    And then home.



    Oh it's such a perfect day,

    I'm glad I spent it with you.

    Oh such a perfect day,

    You just keep me hanging on,

    You just keep me hanging on.



    Just a perfect day,

    Problems all left alone,

    Weekenders on our own.

    It's such fun.

    Just a perfect day,

    You made me forget myself.

    I thought I was someone else,

    Someone good.



    Oh it's such a perfect day,

    I'm glad I spent it with you.

    Oh such a perfect day,

    You just keep me hanging on,

    You just keep me hanging on.



    You're going to reap just what you sow,

    You're going to reap just what you sow,

    You're going to reap just what you sow,

    You're going to reap just what you sow...

    September 11

    Scelgo

    Scelgo di essere me stesso, individuo assoluto;
    di amare il mio orgoglio, la mia solitudine; 
    di amare il fato, la gioia e la mia morte.
    Scelgo la bellezza, ciò che è difficile,
    l'ordine naturale delle cose;
    il superamento di ciò che in me
    è ancora troppo umano;
    il simbolo solare
    di una impersonalità attiva;
    l'intransigenza e l'incrollabilità cristallina
    di una nuova forma interiore
    al di là del bene e del male;
    il disprezzo di ciò che è piccolo, meschino,
    servile, brutto, timoroso, conformista, basso,
    vile, normale; il misurarmi con il mondo per vincerlo;
    l'obbedienza totale al mio libero codice d'onore
    e il riso di scherno in faccia alla morale,
    alla legge del profitto,
    alla gente e al suo modo di essere.
    Scelgo l'azione e la sfida,
    la militanza nazionalpopolare,
    per la costruzione dell'Europa
    una, nazione libera, aristocratica, socialista;
    pagando di persona se dovrò.
    LA LOTTA COME VITA
    LA VITA COME GIOCO
    IL GIOCO COME LOTTA
    SCELGO DI VIVERE NELL'IDEA
    SCELGO DI ESSERE L'IDEA.
    September 08

    Flikudi

    Jah... Jah Già?... come già
    cos’è l’eternità
    che certi pomeriggi
    non finiscono mai

    Jah... Jah Già?... come già
    cos’è l’eternità
    se gli anni ‘80
    era tanto tempo fa

    Padre nostro che sei dei nostri
    liberaci da peccato
    pagaci un avvocato

    A Filikudi tutti nudi a mangiare i cani crudi
    A Filikudi tutti nudi a mangiare i cani crudi... 
     
    (musica degli Ustmamò tratta da uno scritto volutamente idiota di Giovanni Lindo Ferretti e Stefano Benni)
    July 31

    Il Canto della notte (F.W. Nietzsche)

    E' notte: ora parlano più forte tutte le fontane zampillanti.
    E anche l'anima mia è una zampillante fontana.
    E' notte: solo ora si destano tutti i canti degli amanti. E anche l'anima mia è il canto di un amante.
    Qualcosa di insaziato, insaziabile è in me; e vuol farsi sentire. Una brama d'amore è in me; anch'essa parla il linguaggio dell'amore.
    Luce io sono: ah, fossi notte! Ma questa è la mia solitudine, che io sia recinto di luce!
    E allora vorrei benedire anche voi, piccole stelle scintillanti e lucciole lassù! - ed essere beato dei vostri doni di luce.
    Ma io vivo nella luce mia propria, io ribevo in me stesso le fiamme che da me erompono.
    Io non conosco la felicità di colui che prende, e spesso ho sognato che nel rubare più che nel prendere, dovesse essere beatitudine.
    Questa è la mia povertà, che la mia mano mai si riposi dal donare; questa la mia invidia, che io veda occhi in attesa e le notti rischiarate dal desiderio.
    Oh infelicità di tutti coloro che donano! Oh,eclisse del mio sole! Oh, brama di bramare! Oh, famelicità nella sazietà!
    Essi prendono da me, ma io riesco a toccare la loro anima? Un abisso è tra dare e prendere; e l'abisso più stretto è anche il più difficile da superare.
    Una fame cresce dalla mia bellezza: io vorrei far male a coloro per i quali riluco, vorrei derubare coloro che hanno accolto i miei doni: - tanta è la mia fame di cattiveria.
    Ritrarre la mano, quando già le si protende una mano; esitare come la cascata che precipitando esita ancora - tanta è la mia fame di cattiveria.
    Questa è la vendetta che la mia abbondanza sogna; questa perfidia sgorga dalla mia solitudine.
    La mia felicità nel donare si estinse nel donare, la mia virtù divenne stanca di sè stessa, del suo sovrabbondare!
    Il pericolo di colui che sempre dona è di perdere il pudore; chi sempre distribuisce, la sua mano e il suo cuore si incalliscono a forza di donare.
    Il mio occhio non trabocca più per la vergogna di coloro che chiedono; la mia mano divenne troppo dura per il tremito di mani ricolme.
    Dov'è ormai la lacrima del mio occhio e il pudore del mio cuore? Oh, solitudine di tutti coloro che donano! Oh, taciturnità di tutti coloro che rilucono!
    Molti soli si aggirano nello spazio deserto: a tutto quanto è oscuro essi parlano con la loro luce, - e per me tacciono.
    Oh, questa è l'inimicizia della luce contro ciò che riluce, senza pietà essa corre le sue orbite.
    Ingiusto nell'intimo del cuore verso ciò che riluce: freddo verso i soli, - così corre ciascun sole.
    Simili a una tempesta volano i soli e le loro orbite, questo è il loro andare.  Essi seguono la loro volontà inesorabile, questa è la loro freddezza.
    Oh, voi, voi oscuri, voi notturni, vi create calore da ciò luce! Oh, voi solamente bevete latte e ristoro dalle mammelle della luce!
    Ahimè, ghiaccio è intorno a me, la mia mano si brucia al gelo! Ahimè, sete è in me, assetata della vostra sete!
    E' notte: dover esser luce! E sete di notturno! E solitudine!
    E' notte: ecco, il mio desiderio erompe da me come una sorgente - il mio desiderio è di parlare.
    E' notte: ora parlano più forte le fontane zampillanti.
    E anche l'anima mia è una zampillante fontana.
    E' notte: solo ora si destano tutti i canti degli amanti. E anche l'anima mia è il canto di un amante.
    Così cantò Zarathustra.
    July 24

    Capitan Harlock

    Una benda nera sull'occhio destro, una lunga cicatrice sulla guancia sinistra e un teschio bianco con due tibie incrociate sul petto. Si tratta evidentemente di un pirata, ma non di un pirata qualunque, bensì di Capitan Harlock: il pirata dello spazio. Come accadde per gli antichi predoni del mare, anche Harlock, pirata del futuro, è avvolto da un'aura leggendaria, continuamente alla ricerca della libertà: " Il mio sogno è sempre stato vivere come un uomo che, in ogni momento della propria esistenza, è pronto a partire a bordo del proprio vascello, per mari sconosciuti, lasciandosi dietro tutto il proprio passato senza rimpianto", afferma deciso avvolto nella propria cappa nera volgendo lo sguardo verso lo spazio infinito. Con la sua astronave, Arcadia, Harlock non solca i mari, bensì il cosmo, unico spazio che sembra poter contenere la sua voglia di avventura, il suo desiderio di viaggiare, la sua necessità di libertà. Anarchico e indipendente, spesso in contrasto con gli altri uomini, Harlock non ha però scordato il proprio pianeta di origine, la Terra, ed è sempre pronto a battersi per difenderla!
     
    July 14

    Franti cacciato dalla scuola (tratto dal libro Cuore)

    21, sabato

    Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise. Io detesto costui. È malvagio. Quando viene un padre nella scuola a fare una partaccia al figliuolo, egli ne gode; quando uno piange, egli ride. Trema davanti a Garrone, e picchia il muratorino perché è piccolo; tormenta Crossi perché ha il braccio morto; schernisce Precossi, che tutti rispettano; burla perfino Robetti, quello della seconda, che cammina con le stampelle per aver salvato un bambino. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s'inferocisce e tira a far male. Ci ha qualcosa che mette ribrezzo su quella fronte bassa, in quegli occhi torbidi, che tien quasi nascosti sotto la visiera del suo berrettino di tela cerata. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno, si porta a scuola degli spilloni per punzecchiare i vicini, si strappa i bottoni dalla giacchetta, e ne strappa agli altri, e li gioca, e ha cartella, quaderni, libro, tutto sgualcito, stracciato, sporco, la riga dentellata, la penna mangiata, le unghie rose, i vestiti pieni di frittelle e di strappi che si fa nelle risse. Dicono che sua madre è malata dagli affanni ch'egli le dà, e che suo padre lo cacciò di casa tre volte; sua madre viene ogni tanto a chiedere informazioni e se ne va sempre piangendo. Egli odia la scuola, odia i compagni odia il maestro. Il maestro finge qualche volta di non vedere le sue birbonate, ed egli fa peggio. Provò a pigliarlo con le buone, ed egli se ne fece beffe. Gli disse delle parole terribili, ed egli si coprì il viso con le mani, come se piangesse, e rideva. Fu sospeso dalla scuola per tre giorni, e tornò più tristo e più insolente di prima. Derossi gli disse un giorno: - Ma finiscila, vedi che il maestro ci soffre troppo, - ed egli lo minacciò di piantargli un chiodo nel ventre. Ma questa mattina, finalmente, si fece scacciare come un cane. Mentre il maestro dava a Garrone la brutta copia del Tamburino sardo, il racconto mensile di gennaio, da trascrivere, egli gittò sul pavimento un petardo che scoppiò facendo rintronar la scuola come una fucilata. Tutta la classe ebbe un riscossone. Il maestro balzò in piedi e gridò: - Franti! fuori di scuola! - Egli rispose: - Non son io! - Ma rideva. Il maestro ripeté: - Va' fuori! - Non mi muovo, - rispose. Allora il maestro perdette i lumi, gli si lanciò addosso, lo afferrò per le braccia, lo strappò dal banco. Egli si dibatteva, digrignava i denti; si fece trascinar fuori di viva forza. Il maestro lo portò quasi di peso dal Direttore, e poi tornò in classe solo e sedette al tavolino, pigliandosi il capo fra le mani, affannato, con un'espressione così stanca e afflitta, che faceva male a vederlo. - Dopo trent'anni che faccio scuola! - esclamò tristamente, crollando il capo. Nessuno fiatava. Le mani gli tremavano dall'ira, e la ruga diritta che ha in mezzo alla fronte, era così profonda, che pareva una ferita. Povero maestro! Tutti ne pativano. Derossi s'alzò e disse: - Signor maestro, non si affligga. Noi le vogliamo bene. - E allora egli si rasserenò un poco e disse: - Riprendiamo la lezione, ragazzi.

    May 24

    Point break

    Noi non ci battiamo per i soldi...noi ci battiamo contro il sistema...quel sistema che uccide lo spirito dell'uomo... noi siamo l'esempio x quei morti viventi che strisciano sulle autostrade nelle loro infuocate bare di metallo, noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell'uomo..è ancora vivo !!"
    May 13

    Nostalgica

    Inizio ora sul mio blog una rubrica dedicata a tutte le cose cadute nel dimenticatoio ma che fanno parte della nostra infanzia!
    Tanto per iniziare beccatevi....l'Almanacco...ahahahahahahahahah