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riccardo luciani

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Pirata del destino

Fatti non foste per viver come bruti (Dante Alighieri)
September 06

All'inferno e ritorno...

In quel mondo finto che è il cinema ci si può imbattere in ragionieri travestiti da supereroi, in personaggi apollinei rappresentare il ruolo dei cattivi, in timorate di Dio che giocano a fare le zoccole. In pochi riescono a rappresentare loro stessi nella finzione così come nella realtà. Potrei citare il compianto Steve McQueen ma già ci ha pensato Vasco Rossi in una sua famosissima canzone. Erano i primi anni '80 ed oltreoceano stava per emergere la figura del sex symbol che avrebbe cavalcato quegli anni: Mickey Rourke. Il successo durò poco, appena più di un quinquennio, ma tanto gli bastò a sottomettere Hollywood e a sputargli in faccia. Si potè permettere di sposare Carrè Otis, di percuoterla e perfino di sparargli ad una spalla (lei denunciò il fatto come accidentale) fino poi a lasciarsi per esasperazione, tentò di riconquistarla tagliandosi di netto il dito mignolo, di farselo ricucire, di lasciare il cinema per il pugilato e di piangere per ore alla morte del suo pappagallo. Tornò a recitare parti ininfluenti con il volto tumefatto che nulla aveva più del sex symbol anni '80. Mickey Rourke è stato tutto, è stato alcool, è stato droga, è stata vita spericolata, è stato finanziatore dell'I.R.A., è stato grande amico di Tupac, è stato San Francesco in un film della Cavani, ma soprattutto è stato se stesso. Da qualche anno ha riottenuto ruoli di primo piano in qualche film e l'ovazione di due giorni fa alla mostra di Venezia è stato il sincero tributo ad un uomo che è tornato, seppure malconcio, dall'inferno. Provateci voi...  
July 05

Verranno a chiederti del nostro amore...

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
 
(F.De Andrè)
 

 
May 12

Achille

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me...suonava più o meno così il ritornello nazionalpopolare più famoso di Adriano Celentano. E' la canzone che noi tutti cantavamo alle gite delle elementari, quelle con i walkman dalle enormi cuffie e dei mitici Ringo bigusto. Finita la "pax" dettata dalla canzone si ricominciava ad essere scurrili, ad offenderci, a darci le sciarpe annodate con violenza sopra la testa, tutto ovviamente condito da sfottò calcistici. Sul lungotevere verso via dei Bresciani non era una vera e propria gita, ma i nostri 17 anni facevano si che tale fosse. Tutti nel furgoncino a 9 posti: 8 imputati più autista.
Achille aveva il dono di farci sorridere anche nelle giornate più cupe. E allora dimentichi delle udienze ridevamo e scherzavamo sul Transit come se fosse una gita. E non la smettevamo proprio; qualcuno di noi ebbe la faccia tosta di fare il cretino pure davanti al giudice provocando delle risate a malapena trattenute dal dovere istituzionale. Achille già. Ettore e non Achille preferivo in altri scritti. Ma questo Achille era diverso perchè mai si vantò di esser guerriero, nè umiliò i nemici una volta vinti.
In tanti mi dicono che l'aver viaggiato molto mi ha permesso di scoprire il mondo, di allargare i miei orizzonti, di conoscermi meglio, ma nessuno ha mai saputo che tutto questo lo devo a lui.
Ciao Achille, grazie di tutto.
April 04

Hotel Supramonte

E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.
 
(F. De Andrè)
April 02

Rotten o Mussolini

Rotten o Mussolini...questo è il dilemma.
Mi viene chiesto come fa un camerata ad amare pure l'anarchia del Punk, ad accettare Sid che si spara in vena, ad amare tutto ciò che è trasgressivo e fottutamente antiborghese. Proverò con i pochi strumenti d'intelletto a ricostruire una storia impossibile e forzata ma che gode anche di un fondo di verità.
Ma se il fascismo fosse ancora in vita o se io fossi vissuto in epoca fascista mi sarei realmente ritenuto tale? Bella domanda. Me la pongo da solo. Mi avrebbero mandato al confino, questo è poco ma sicuro. Oppure sarei stato minoranza rispetto alla massa. Non avrei mai sopportato di compiere riti e gesti quotidiani e di andare in giro vestito come tutti gli altri. Allora come fai a definirti tale? Beh...il fascismo (e qui entro un pò più nel vivo nel discorso) non fu solo quello e passò tre gradi evoluzione/involuzione/evoluzione. Iniziò a Sansepolcro con lo spirito degli Arditi battendosi contro capitalismo e comunismo. Uno spirito autenticamente anti-borghese, nemico dei titoli nobiliari, quasi figlio della Rivoluzione del 1789, l'anno che cambiò la storia. Possiamo poi parlare di circostanze estreme, di momento in cui il totalitarismo sembrava un'alternativa valida, comunque quello che viene definito regime poco mi garba. Fortunatamente prima della nostra repubblica ne abbiamo conosciuta un'altra, socialista di animo e corpo, tanto che spinse un certo Nicola Bombacci (fondatore del Partito Comunista d'Italia) ad aderirvi. E'stata la repubblica della socializzazione delle imprese, idea guardata con certa invidia a sinistra. A guerra perduta schierò quasi un milione di persone, donne comprese. Un milione di vite disposte a morire, non per una vittoria, quello non gli interessava nemmeno più, ma per una testimonianza. E a me piace ricordarla così, bella perchè inutile ma così tremendamente fiera, come il volto di quel ragazzo che poco prima di essere fucilato fumò una sigaretta incurante del destino.
Spavalderia che si rincontra ma tutt'altro ambiente.
Cielo grigio e pioggerellina perenne. Anche una goccia ma tutti i giorni. Ciminiere, fabbriche ed immondizia per strada. Londra insomma. Gli spazzini in sciopero contro la Tatcher, la lady di ferro che tanto sapeva di fascista. E poi l'unione di due gocce, l'invenzione di Malcolm Mclaren e Vivienne Westwood e la rabbia di un certo irlandese chiamato Rotten per via dei suoi denti marci. La borghesia di Chelsea che si incontra con il proletariato di Arsenal. Durò poco, un paio di anni, ma bastarono ad incendiare l'Inghilterra col Punk. Cos'è il Punk...anzitutto trasgressione, rabbia, oltraggio alla monarchia. Ohhhh la monarchia ma quella non piaceva neanche a me e nemmeno al primo ed ultimo fascismo. I Sex Pistols non sono mai stati fascisti, questo è insindacabile, ma quando si vive ai margini della società, alla fine si tende a solidarizzare con i reietti come te. E siamo in tanti esclusi da questo Stato, forse perchè le nostre idee contro di esso fanno paura. Ci sono un pò tutti, e disparati tra loro, ma fate attenzione a  non dargli mai un pò di benzina perchè potrebbero incendiare i vostri animi borghesi.
Vicious3
 
Oslo  
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